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Domenica 26 Gennaio 2020
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Palermo, 09/03/2016 -

Tifosi inferociti e confusione generale. Il colore rosanero del Palermo è nel pallone. Il presidente Maurizio Zamparini, con il suo carattere  irascibile è riuscito a creare ansie, paure e reali presupposti di mancanza di lucidità gestionale. Il suo Palermo è quartultimo in classifica e rischia seriamente la retrocessione, tuttavia, il presidente rosanero continua a cambiare allenatore, talora ogni due settimane. Un atteggiamento che non porta da nessuna parte, anzi mette a libro paga numerosi allenatori che stipulano un contratto con la società rosanero e poi, dopo l’esonero, vengono pagati a vuoto. Dopo l’ennesimo allontanamento di Iachini, prima assunto, poi esonerato, e quindi richiamato e ancora allontanato per effetto delle dimissioni dello stesso Iachini, adesso si pensa a mettere sotto contratto Walter Novellino. Anche Ballardini, prima chiamato a sedere sulla panchina dei rosanero e poi esonerato, ha declinato gentilmente l’invito a ritornare ad allenare il Palermo. Una situazione tragicomica che si dipana in più atti, esattamente come fosse una commedia; la commedia del pallone rosanero. E dopotutto questo caos, il consiglio che possiamo dare a Maurizio Zamparini, presidente del Palermo, è quello di auto esonerarsi. Comiche di un calcio che non esiste da nessuna altra parte del mondo, che non giustificherebbe neanche la conduzione di una società di calcio dilettantistica di terza divisione, altro che calcio di Serie A. Zamparini ha cambiato 9 allenatori in 8 mesi. Figure di nuovi e vecchi allenatori che si alternano come fossero ciliegie. Dici una e poi basta. E invece continui a mangiarne, proprio come fossero ciliegie. Di questo presidente, sia il Palermo che il calcio italiano, non ne possono più. “Meglio retrocedere” dicono i tifosi inferociti, “almeno così finisce questa farsa”. E, in effetti, di logico non c’è proprio nulla, nella conduzione gestionale del Palermo calcio. Nulla che possa far prevedere la continuità di un presidente che ha fatto più danni che cose buone. A parer nostro, se la società si trova in questa posizione di classifica, l’unico colpevole è proprio lui, il presidente Maurizio Zamparini, che non ha saputo scegliere l’allenatore giusto cui affidare una squadra che, evidentemente, non è stata costruita bene dal punto di vista tecnico. Abbiamo sempre pensato che nel calcio non s’inventa nulla e, senza i presupposti di creare con i fatti un’organizzazione e una programmazione capace e costruttiva, non vai da nessuna parte. La competenza calcistica va oltre i proclami fatti attraverso le urla e i toni alti sbandierati ai quattro venti. E’ finito il tempo del padrone che investe del denaro e tutti devono sottostare al proprio volere. Qui, nel Palermo calcio, con questo modo di agire, siamo lontani anni luce da quello che è il vero senso del calcio moderno. Non serve l’arroganza e non serve neppure questo atteggiamento atavico di un presidente, come Zamparini, che dà pure del “deficiente” all’allenatore (Iachini), il quale è stato scelto proprio  da lui stesso. Ma qual è a questo punto la soluzione per far uscire dal tunnel un Palermo che sente avvicinarsi a grandi passi lo spettro della retrocessione? Chissà, magari se Zamparini stesso decidesse di sedersi in panchina, fare l’allenatore e poi esonerarsi, potrebbe essere un’idea? O no?

Salvino Cavallaro   



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