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Giovedì 27 Febbraio 2020
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Torino, 10/10/2019 -

Nonostante la vasta letteratura granata quasi scoraggi chi si accinge a scrivere un nuovo libro che possa in qualche modo dare delle nuove idee narrative sulla mitica squadra del Grande Torino, c’è sempre qualche autore che, spinto dall’amore e dalla passione granata, riesce a interessare i lettori di questa particolare collana editoriale. Claudio Calzoni, scrittore e poeta torinese, ha una forte passione per il Toro che ha esternato nella sua ultima fatica letteraria intitolata “I luoghi del Toro” edito da Yume. Sfogliando le pagine del libro, si avverte lo sforzo letterario dell’autore nell’andare a ricercare attraverso la storia, quello che è stato il rapporto tra la città di Torino e la squadra immortale del Grande Torino, diventata Leggenda dopo la tragedia di Superga. Gli aneddoti, i locali che frequentavano i giocatori, i mestieri, le buone e le cattive amicizie e poi anche le case e i quartieri di Torino che hanno ospitato la dimora dei calciatori, sanno di poesia in una narrazione romantica che profuma di antico e lascia trasparire tra le sue pieghe un qualcosa che va oltre la storia stessa delle vicende sportive del Grande Torino. Già, epiche vicende pallonare che Claudio Calzoni tratta sullo sfondo di una Torino travagliata, prima dalla guerra e poi anche dal periodo postbellico, andando a rievocare le difficoltà del vivere quotidiano con l’attenzione di chi non vuol cadere nel tentativo della facile retorica, ma col desiderio di rivivere il respiro di quella che fu la prima capitale d’Italia che si appassionò al Grande Torino. E non è un caso che l’autore strutturi il suo libro in quattro parti, proprio per dare al lettore una sequenza descrittiva ordinata, in cui partendo sempre dal fulcro della storia inerente al Grande Torino, si dirama poi nella narrazione economico – sociale della Torino di allora. Infatti, Claudio Calzoni riserva la prima parte del libro alla storia della squadra granata, poi ha affrontato il rapporto tra la città piemontese e la squadra, ha continuato la sua ricerca individuando le case in cui vivevano i calciatori del Grande Torino e, come se non bastasse ancora, si è dedicato agli stadi della città, quelli ancora presenti e quelli demoliti, giusto per offrire agli appassionati un completo sguardo sulle attività non solo calcistiche della città Sabauda. Davvero ammirevole questo sforzo letterario di Claudio Calzoni che con questo libro ha non solo toccato le corde del cuore al popolo granata, ma ha saputo interessare anche quei lettori che amano il racconto di come eravamo, facendo capire ai giovani cos’è stata la storia che ha reso elegante Torino e passionale la squadra del Grande Torino. Sì, perché certe storie e certi spaccati di vita non devono essere dispersi nel tempo, ma devono essere custoditi come un’eredità preziosa che sappia di continuità. Così lo sfondo della Torino che fu, si intreccia perfettamente alla bellissima storia del Grande Torino che fu, che è, e sarà sempre. Entrambi concepiti per stare insieme e vivere in simbiosi, quasi che l’uno avesse bisogno dell’altro per dare il senso della grandezza nel desiderio di risorgere dalle ceneri. Ecco, diremmo proprio che questo è il vero significato del libro di Claudio Calzoni, un raccoglitore di storie, aneddoti e posti dei calciatori che hanno fatto Grande il Torino. 159 pagine che sanno di cose granata e di vita vissuta.

Salvino Cavallaro                             

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